“Che cos’è? Dove bisogna farla? E’ veramente utile? A cosa serve?": questo il tema del secondo dibattito online del Settore Tecnico
Ferretto Ferretti, docente di Metodologia dell’allenamento alla Scuola allenatori dà il benvenuto a tutti gli amici che partecipano al dibattito.
Messaggio inviato da Settore Tecnico
Nel corso degli anni com'è cambiata la concezione della preparazione precampionato nel calcio italiano?
Intervento di Massimo Da PratoE’ un periodo della stagione che rimane importante, ma rispetto ad alcuni anni fa non deve essere considerata come fondamentale a tal punto da ritenerla responsabile del risultato positivo o negativo dell’intera annata. Di fatto la preparazione precampionato deve essere un periodo in cui si deve creare una “base” non solo fisica ma anche tecnico-tattica sulla quale lavorare l’intera stagione. Sarebbe un errore quello di fare alti carichi di lavoro solo durante la preparazione e poi abbandonarli durante il resto della stagione. In definitiva la preparazione precampionato non deve essere considerata come l’unico periodo di lavoro ma è soltanto l’inizio. Pertanto è sbagliato lavorare una settimana / dieci giorni ad alto carico e poi abbandonare il lavoro, come spesso accade tra i dilettanti. Dimentichiamoci frasi del tipo “questo lavoro ce lo ritroveremo in primavera”.
salve,
Intervento di massimo palazzoSalve, aspettiamo la sua domanda
cosa ne pensa del rpe come metodo di valutazione dello stato di fatica? \nGrazie
Intervento di nicola zanniL'Rpe, ovvero la scala di Borg che consente di valutare la percezione del carico interno, è un ottimo metodo che consiglio di comincare ad utilizzare fin dalla preparazione precampioonato. Questo metodo individuale di valutazione può essere utilizzato anche nei settori giovanili. Incominciare fin dalla preparazione porecempionato condente di abituare l'atleta a questo tipo di valutazione personale e all'allenatore di 'tarare' la risposta.
salve, infatti in 2 categoria cosi fanno carico per un mese e poi per il resto della stagione non fanno allenare come si deve come mai succede questo??grazie mille
Intervento di massimo palazzoMi rendo conto che la preparazione di precampionato nei dilettanti coincide anche con un periodo di ferie e quindi con un maggior tempo a disposizione; non bisogna però commettere l'errore di fare questi carichi limitati ai primi giorni di preparazione e poi abbandonare tutto perché non si ottengono i benefici dovuti all'allenamento (troppo poco tempo a disposizione) e il risultato è solo quello di 'imballare' i giocatori.
Salve prof lei è pro o contro il lavoro in altura nel primo periodo della p.p.?
Intervento di lorenzo de foglioNon si tratta di essere pro o contro al lavoro in altura (bisogna andare attorno ai 2000 metri per ottenere dei benefici) ma i benefici che l'altura dà, da un lato non si ottengono in poco tempo e dall'altro - ammettendo che possano esservi - durerebbero troppo poco (circa 15 giorni) rispetto alla durata dell'intera stagione. Quindi andare in montagna non ha assolutamente senso soptrattutto quando il motivo principale era quello di 'ossigenarsi'.
Ma a livello dilettantistico cosa servirebbe?
Intervento di Franco FaggioliE' sicuramente utile una fase preparatoria di 7-10 giorni, ma è fondamentale non abbandonare il lavoro nel prosieguo della stagione.
salve, ho fatto uno studio scentifico analizzando i ritiri in serie A della stagione calcistica 2009/2010. a livello quantitativo non sono risultate differenze significative (ANOVA p< 0.05) riguardo il numero dei giorni di riposo, il numero delle amichevoli, il numero dei giorni di preparazione. l'unica differenza è stata rinvenuta nel numero di giorni di ritiro tra le squadre del centro sud e quelle del centro nord. nonostante questa premessa leggo ancora che diversi preparatori fisici,e medici specilisti, affermano che la differenza dell'elevato numero di infortuni dipenda dai pochi giorni di riposo. ma se non ci sono differenze non crede che le cause debbano essere trovate altrove? ringraziandola anticipatamente mi scuso per la lunghezza della domanda
Intervento di Fabio Massimo FrancioniGli infortuni possono essere causati dal carico di lavoro e dal mancato rispetto della supercompensazione; più di una volta succede durante il periodo della preparazione che vengono proposti lavori su atleti che non hanno ancora smaltito le fatiche. Ritengo che si debbano alternare allenamenti di carico elevato ad altri di carico ridotto; cosa che non sempre avviene. Spesso le settimane di lavoro sono caratterizzate da dopp allenamenti per più giorni consecutivi; in questo periodo ci sono anche le varie amichevoli che possono essere poi la causa degli infortuni. Quindi non è tanto il numero dei giorni di riposo e degli allenamenti da prendere in considerazione ma l'intensità del carico dei vari allenamenti e la concatenazione dei lavori.
Qual'è il suo pensiero in merito ai lavori di forza con sovraccarico in ambito giovani, dall' età puberale a salire. Qualche tempo fà lessi degli articoli in cui evidenziavano studi che ammettevano questo tipo di pratica in particolar modo rivolto alla prevenzione. Grazie
Intervento di Stefano PratoUltimamente ho rivisto il concetto di allenamento di forza per il calciatore e preferisco l'utilizzo di mezzi 'situazionali' piuttosto che sovraccarichi. Questo credo si debba fare anche con i ragazzi di questa fascia di età, a meno che non ci siano delle 'carenze' tali per cui un rinforzo muscolare generale si dovesse rendere necessario.
prof,allora andrebbe bene che almeno una volta a settimana si lavorase solo sull fisico_in tutta la stagione?
Intervento di massimo palazzoIl calciatore lavora sempre fisicamente anche quando l'allenamento è con la palla. Certamente alcuni allenamenti devono prediligere più l'aspetto fisico. Ad esempio se parliamo di una squadra che si allena due volte alla settimana una parte del primo allenamento va sicuramente riservata all'allenamento fisico che può svolto sia con la palla che senza.
Buonasera Prof.\nConcordando sul fatto che la preparazione atletica di precampionato sia solo la costruzuine di un lungo cammino che duri tutta la stagione, vorrei chiederle se dopo la fase di carico che ci immette nelle primissime competizioni, come è meglio gestire il ciclo di allenamenti che dovrebbero condurci al \\"tapering\\"? Grazie
Intervento di Luigi RomanoSe la programmazione e il tempo ce lo consentono il periodo che precede l'inizio del campionato dovrebbe essere 'di scarico', sempreché se ne siano creati i presupposti. Penso che nella prima fase di campionato, quindi, non si debba più lavorare con grande intensità per consentire di ottenere i vantaggi del lavoro fatto precedentemente; ovviamente il lavoro poi va ripreso ma riguardo a questo solo la verifica della condizione concreta della squadra ci potrà firnire una indicazione più precisa.
in fase di preparazione pre campionato effettuare la doppia seduta consente di velocizzare il raggiungimento di una condizione ottimale oppure permette solo di lavorare su piu aspetti , fisici , tecnico tattici in conteporanea privilegiando di piu un aspetto mentale piuttosto di quello fisico??
Intervento di paolo de luccaLa condizione ottimale non si raggiunge con la quantità del lavoro, ma con la qualità. La doppia seduta, se non è 'pesata' bene, può determinare un carico interno eccessivo e questo, non solo non porta ad una condizione immediata ma può rappresentare un rischio per eventuali infortuni. Credo che nella fase preparatoria si debbano alternare momenti di lavoro ad altri di lavoro ridotto o riposo.
qual è la programmazione ideale di una preparazione precampionato in fatto di tempi (sessioni di lavoro), di qualità specifiche allenabili e di metodologie?
Intervento di Francesco RossiLa preparazione ideale per una squadra professionistica dovrebbe iniziare almeno 40 giorni prima dell'inizio del campionato; durante questo periodo la prima settimana deve essere considerata di carico graduale, nella quale gli allenamenti dovranno migliorare le qualità fisiche generali e preparare gli atleti alle successive due settimane che dovranno essere di allenamento vero e proprio. In queste due settimane si dovranno alternare allenamenti dedicati al miglioramento delle qualità fisiche (resistenza, forza) con e senza palla. E' importante però l'alternanza dei carichi; non è più il caso di fare come alcuni fa quando sembrava obbligatorio fare tanto volume di lavoro solo per il fatto di essere in preparazione. Oggi, invece, bisogna puntare molto sulla qualità del lavoro più che sulla quantità; inoltre vanno utilizzate sempre di più le esercitazioni 'situazxionali' con la palla per migliorare anche dal punto di vista fisico.
Salve Prof. sono Marco Giovannelli, uno dei ragazzi del corso preparatore atletico 2011, buona sera. In merito alla sua risposta alla domanda del sig Francioni, concordo pienamente, inoltre vorrei ribadire un errore metodologico che spesso capita di vedere: effettuare ad esempio sedute vicine di carichi elevati, i famosi blocchi. Anche questo è un elemento deleterio per la performance. Pensando di far meglio si fa peggio. Grazie
Intervento di Marco GiovannelliSpero che si capisca che il fatto di lavorare tanto non equivale in automaticvo ad avere una buona condizione; anzi spesso è proprio da qyesto modo di procedere che possono capitare gli infortuni.
buonasera prof. volevo chiederle a nome ti tutti i preparatori atletici non ancora abilitati se quest'anno esce un altro corso a cui posso accedere tutti oppure ne esce uno riservato per quelli che lavorano in lega pro. inoltre volevo chiderle cosa ne pensa del lavoro intermittente a navetta per le categorie giovanissimi e allievi nazionali o se consiglia pià partite a pressione. grazie mille
Intervento di michele falcioniPer quanto riguarda la prima domanda uscirà sicuramente un bando per titoli all'inizio della prossima stagione sportiva. Circa la domanda tecnica ritengo che non si debba escludere nessuno dei due mezzi citati; forse per i ragazzi in fase di crescita conviene utilizzare i mezzi a secco in linea dato che durante la partitine le loro articolazioni sono già sollecitate nelle frenate e nei cambi di direzione. Per i giovani, invece, postpuberi nessun problema nell'utilizzo di entrambi i mezzi.
Buonasera Prof., le volevo chiedere un parere relativamente a lavori propriocettivi utilizzando swiss-ball, bosu e tavolette in giovani calciatori di squadre professionistiche; nella mia esperienza li propongo frequentemente in soggetti di 12-13 anni e ritengo siano estremamente utili.\r\nUna sua opinione in merito?\r\nBuonasera
Intervento di Filippo CannizzaroSono d'accordo; in questa fascia di età l'allenamento della propriocettiva è molto fruttuoso.
Potrebbe gentilmente, se possibile, indicare per macrotemi le tipologie di allenamento da sostenere nel primo mese della nuova stagione,magari dividendo gli argomenti per settimana o per brevi periodi di sedute, al fine di migliorare continuamente la condizione atletica associata alla tecnica di base ed alle nuove situazioni tattiche
Intervento di Paolo De LuccaA questa sua domanda abbiamo già risposto trattando argomenti simili
Essendo prossima la chiusura del dibattito live vi preghiamo di noin inviare ulteriori domande. Il professor Ferretti risponderà alle domande finora pervenute. Vi invitiamo, quindi, di rimanere on line
Messaggio inviato da Settore Tecnico
A livello di esordienti 11-12 anni che tipo di preparazione andrebbe svolta?
Intervento di Paolo PiganiIn questa fase l'unica cosa importante è insegnare loro la tecnica; questo consente anche di allenare e migliorare gli aspetti coordinativi che in questa fase sono molto sensibili ai miglioramenti. Evita, quindi, di programmare una preparazione come se fossere dei piccoli adulti.
E' VERO CHE LA PREPARAZIONE PRECAMPIONATO SI DEVE FARE IN ALTURA?
Intervento di CESIDIO COLANTONIOAssolutamente no, anzi la preparazione precampionato dovrebbe essere fatta in condizioni simili a quelle in cui si giocherà in campionato. Andare in montagna ha solo il vantaggio di poter avere un clima migliore rispetto a quello chec'è in città nel periodo di preparazione precampionato.
Salve Prof. una domanda: Cosa pensa in merito ai lavori sulla sabbia? Grazie Marco Giovannelli
Intervento di Marco GiovannelliPenso che la sabbia possa essere un mezzo da utilizzare in fase preparatoria per migliorare le qualità di forza. Durante l'anno invece credo che debba essere utilizzata solo da giocatori che hanno problemi fisici che non gli consentano di fare i lavori tradizionali.
Quando incominciare a fare il lavoro di forza a livello giovanile?
Intervento di Piergiorgio GaibaSe intendiamo lavori con sovraccarichi credo sia fondamentale aspettare l'avvenuta crescita; credo tuttavia che anche dopo questa fase si debbano privilegiare lavori 'situazionali' piuttosto che allenamenti con i pesi.
Dopo un'amichevole, in pre campionato,il giorno seguente come riprenderebbe a lavorare, con una seduta di resistenza o di forza?
Intervento di Oscar PiergalliniIn base all'impegno della partita amichevole si può stabilire se i giocatori sono in grado di sopportare lavori di forza, che prevedono la muscolatura 'riposata'; in caso contrario la preferenza va data a lavori di resistenza e non con grandi carichi.
Secondo lei c'è un numero totale di km (lavori di resistenza) che una squadra professionistica deve percorrere durante il periodo pre campionato? Lei come si comportava con le sue squadre?
Intervento di Oscar PiergalliniCon le squadre che ho allenato proponevo una media di 15 chilometri a settimana suddivisi in sedute di 4-6 chilometri ciascuna in ripetute dai 4' ai 6'. Per quanto riguarda il numero di chilometri totali non esiste un criterio per determinarlo a priori ma dipende dalla metodologia che viene scelta. Alcuni allenatori, infatti, ne proponevano molti di più, altri nettamente di meno.