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26/11/2012

LE METODICHE DI ALLENAMENTO NEL CONFRONTO TRA IL CALCIO GIOVANILE ITALIANO E IL CALCIO GIOVANILE EUROPEO

Interviene Maurizio Viscidi, vice coordinatore delle Nazionali giovanili
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Dibattito Live
  • Maurizio Viscidi, vice coordinatore delle Nazionali giovanili, dà il benvenuto a tutti gli utenti che partecipano al dibattito.

    Messaggio inviato da Settore Tecnico
  • scusi...ma l'audio non sisente

    Intervento di alvaro d'attilio

    Il dibattito è per iscritto, non audio; può scrivere la sua domanda alla quale risponderemo

  • Buonasera.Quanto può essere utile, in sede di programmazione didattica, determinare uno specifico sistema di gioco per varie fasce di età? All'estero è una problematica affrontata?

    Intervento di Alberto Panigatti

    Nelle categorie pulcini e esordienti non dobbiamo preoccuparci del sistema di gioco anche perché il modello non è a 11 giocatori. Successivamente il sistema di gioco deve esistere ma all'interno dello stesso i ragazzi devono provare più ruoli. All'estero, soprattutto in Spagna, utilizzano un'altra classificazioone dei ruoli: interno, esterno, vertice, sostegno. Ad esempio il Barcellona utilizza il sistema 4-3-3- in tutte le squadre giovanili, però i giocatori all'interno di questa disposizione provano vari ruoli.

  • buonasera mister, le principali differenze che lei riscontra tra noi e l'europa, riguardano maggiormente l'insegnamento dell'aspetto tecnico o quello fisico?

    Intervento di giovanni ferraro

    Purtroppo in Italia stiamo trascurando l'insegnamento e l'allenamento della tecnica soprattutto in regime di velocità. All'estero fanno più esercitazioni (senza avversario) sulla trasmissione e sul controllo della palla.

  • E'SOPRATTUTTO SUI SETTORI GIOVANILI CHE SI DEVE LAVORARE, PERCHE' LI CI SONO I CAMPIONI DI DOMANI, IL PRESENTE E' DIFFICILMENTE MIGLIORABILE.VOLEVO CHIEDERE AL PROFESSORE, IN ITALIA UNA SEDUTA DI ALLENAMENTO PER I RAGAZZI COME E' STRUTTURATA? E IN SPAGNA PER ESEMPIO? VISTO CHE A LIVELLO GIOVANILE VINCONO IN EUROPA E NEL MONDO? GRAZIE E BUON LAVORO

    Intervento di CESIDIO COLANTONIO

    La seduta ideale per il settore giovanile è composta da 5 momenti: 1) esercizi: si privilegia il rapporto giocatore-palla senza la presenza di avversari; 2) situazioni semplici: si lavora sull'1 contro 1, 2vs1 2vs2 fino un massimo di 6 vs6; 3) possessi palla: si esercitano i giovani mantenere il possesso della palla possibilmente utilizzando i giochi di posizione; 4) giochi a tema: consiglio di fare molte partite con regole vincolanti particolari e in modo specifico il gioco rasoterra e il gioco con numero di tocchi limitati; 5) concludere sempre la partita con una parte di gioco libero per verificare gli apprendimenti e per "liberare" l'istinto di ogni giovane. In Spagna la prima parte è simile alla nostra però curano meglio il passaggio di interno rasoterra perché è molto più veloce e il controllo orientato. Nelle situazioni fanno molti più 1vs1 di noi. I giochi di posizione (possessi palla) arrivano a occupare anche 30' dell'allenamento. Rispetto a noi fanno molta meno tattica collettiva.

  • Buonasera professore la mia domanda è su le metodiche e su la diversita di allenamento per le capacità coordinative in relazione allo sviluppo del giovane calciatore tra il calcio italiano e straniero! Grazie

    Intervento di Emiliano D'angelis

    Nella mia esperienza ho visto quasi la totalità delle sedute con la palla; probabilmente le capacità coordinative vengono curate nelle primissime fasce di età che io ho seguito meno. All'estero non fanno quasi mai esercitazioni senza la palla.

  • quindi mi pare di capire che è meglio ritornare ad insistere sull'analitico...lasciando perdere metodi induttivi....risoluzione dei problemi....polivalenza e multilateralità...ritorno al metodo Coerver è il migliore?

    Intervento di michele pappalardo

    Ci vogliono entrambi i metodi: se parliamo di tecnica l'analitico ti permette di avere un alto numero di contatti ragazzo-palla in poco tempo. Ma poiché la tecnica ai fini del gioco è uno strumento bisogna anche lavorare sul situazionale. Per quanto riguarda il metodo Coerver in Olanda e in Spagna hanno sostituito il classico palleggio di inizio allenamento con questa metodica di dominio della palla-quello che io chiamo "palleggio a terra".

  • Buonasera,ci puo' spiegare l'importanza e la funzione dei jolly o comodini nei possessi palla??..p.s.:durante le partite della Nazionale riuscite a organizzare più incontri per aggiornamenti tecnici??

    Intervento di Davide Ferraro

    Il comodino (termine spagnolo che significa leteralmente jolly) sta a significare un giocatore che gioca sempre con chi ha il possesso della palla. L'ho voluto chiamare comodino anche per un altro importante motivo, quello di rispettare un ruolo-posizione. I moderni possessi di palla devono prevedere la copertutra di spazi predeterminati. Quando possibile noi delle nazionali in coincidenza della partita incontriamo gli allenatori della provincia che ci ospita.

  • Sugli interventi correttivi. Da quello che ho potuto constatare mi sembra ci sia poca attenzione al riguardo, o per lo meno, le correzioni sono improvvisate e poco organizzate. Quanta attenzione viene dedicata al riguardo all'estero?

    Intervento di alberto panigatti

    In Spagna e in Olanda gli allenatori intervengono meno che in Italia, però riescono ad usare il metodo del problem solving creando esercitazioni che "spontaneamente" portano il ragazzo a scoprire le soluzioni ideali.

  • Professore, le chiedo: un allenamento incentrato sulla forza può portare vantaggi dal punto di vista atletico, poichè si migliora anche la capacità anaerobica lattacida in maniera molto maggiore. Al contrario, l'allenando tramite esercitazioni di potenza aerobica, il livello di forza diminuisce e la resistenza anaerobica lattacida migliora di poco....è d'accordo?

    Intervento di alvaro d'attilio

    Purtroppo io sono un appassionato di tecnica e tattica del gioco del calcio, dovrò girare la sua domanda al professor Ferretti.

  • Buonasera Mr, secondo lei quanto tempo(ore settimanali) bisognerebbe dedicare alle sedute d'allenamento nelle diverse categorie;Allievi,Giovanissimi,esordienti e pulcini per raggiungere il massimo obiettivo. Parlo sempre di lavoro in ambito di societè dilettantistiche.

    Intervento di ANGELO MASCARO

    Grazie della domanda, mi permette di esprimere la mia grande preoccuipazione che è sulla quantità di ore ragazzo-palla che sta drasticamente diminuendo anche per colpa delle mutate abitudini di vita. Quindi più tempo i ragazzi possono stare sul campo e più migliorano. Per recuperare un maggior numero di contatti giovane-palla vi consiglio le esercitazioni su spazi ridotti e con pochi giocatori. Allievi e giovanissimi, esordienti e pulcini dovrebbero allenarsi minimo 4 volte la settimana.... So che è impossibile.

  • IL TEMA SCOTTANTE E' SEMPRE QUELLO DELLA FORZA, QUANDO SI PARLA DI PREPARAZIONE ATLETICA.QUALI SONO LE METODICHE IN QUESTO CAMPO IN ITALIA E IN SPAGNA?COME CI COMPORTIAMO CON I RAGAZZI?

    Intervento di CESIDIO COLANTONIO

    Sono stato circa 1 mese in varie sessioni a Barcellona e non ho mai visto un allenamento di forza. I casi sono due: o privilegiano la tecnica o la forza viene fatta prima che i giocatori vadano sul campo. Io penso che nei giovani la fase sensibile dell'apprendimento vada ottimizzata per insegnare la tecnica.

  • Quali sostanziali differenze ha riscontrato, sul piano delle conoscenze didattiche specifiche di settore giovanile, fra i tecnici italiani e quelli stranieri?

    Intervento di alberto panigatti

    Gli allenatori italiani sono molto preparati sulla tattica collettiva difensiva mentre gli allenatori stranieri curano maggiormente i fondamentali e la fase offensiva.

  • Buongiorno mister. La mia domanda è la seguente: il passaggio e la ricezione sono sicuramente i gesti tecnici più adottati in assoluto dagli allenatori, almeno in Italia. A seguire ci sono il dominio e la guida della palla... Ebbene:
    - come allena Lei gli altri gesti tecnici (colpo di testa, rimessa laterale...)
    - come vengono trattati all'esterno e un confronto con l'Italia.
    La ringrazio.

    Intervento di Roby V.

    Il colpo di testa deve essere allenato in esercizio senza avversario perché le difficoltà spazio-temporali e la paura dell'impatto sono per il giovane già due grossi problemi; quindi l'avversario andrà proposto solo a ragazzi già evoluti su questo gesto. La rimessa laterale spero la tolgano presto dalla classificazione dei gesti tecnici. Mediamente in Europa la tecnica si fa di più senza avversari mentre in Italia si tende al lavoro tattico con avversari.

  • Buonasera a tutti, comprendo che quello che sto'per scrivervi è un pochino difficile da accettare. Credo che sia molto importante come funziona l'organismo umano. Cominciando dal cervello. Esso è collegato a tuttoil corpo e possiamo insegnare molto meglio se impariamo a conoscerci in profondità. Coordinazione, forza.........è oppotuno che ci interessiamo di APPRENDIMENTO. Cosa ne pensa Professore?

    Intervento di UMBERTO RUGGIERO

    Posso solo essere d'accordo. Se sapessimo come si apprende sicuramente saremmo più bravi nell'insegnare. La difficoltà nel calcio e in tutti i giochi di squadra sta nella diversità che esiste fra apprendimento tecnico e apprendimento tattico.

  • Buonasera mister. Come preparatore atletico mi è parso di capire che la questione sia più "filosofica". L'approccio italiano prevede di allenare separatamente forza, resistenza, tecnica, ecc., come se tutto fosse diviso, separato. Secondo appunto un approccio "riduzionista" che intende l'atleta, ma anche la squadra e la stessa organizzazione della società composti da parti indipendenti. Secondo l'approccio spagnolo e di Mourinho non ha senso operare in questo modo. L'allenamento è sempre o quasi sempre integrato. Tecnica,tattica e aspetti condizionali si sviluppano contemporaneamente. Venendo all'organizzazione societaria anch'essa mi sembra regolata da una forte interdipendenza, interazione tra le varie componenti. Settori giovanili e prime squadre con i vari staff sono legati a progetti duraturi in modo molto radicato. E' così anche secondo lei? Grazie e scusi per il lungo intervento...

    Intervento di Claudio Albertini

    Condivido in pieno il metodo integrato utilizzato da Mourinho e, mediamnete, dal calcio spagnolo. La capacità di "pesare" le varie componenti che costituiscono un'esercitazione permette di utilizzare il metodo integrato al posto dei metodi "a secco" o analitici. I settori giovanili dovrebbero essere collegati non solo con la prima squadra ma soprattutto fra le diverse fasce di età. Troppo spesso chi allena i giovanissimi non prosegue il lavoro degli esordienti e non consegna i giovani all'allenatore degli allievi sufficientemente preparati.

  • A QUALE ETA' SI DEVE SPECIALIZZARE UN GIOCATORE GIOVANE? E FINO A QUELL'ETA',DEVE PROVARE TUTTI I RUOLI?

    Intervento di CESIDIO COLANTONIO

    Fino alla cetgoria giovanissimi i ragazzi devono provare più ruoli possibili. Dalla categoria allievi invece il ragazzo deve avere una sua collocazione predominante.

  • Professore, non crede che bisognerebbe fare un allenamento specifico per settori: Difensivo, di centrocampo e attacco?
    Cioè come bisogna muoversi nei vari settori di competenza e infine nell'insieme dei tre....

    Intervento di alvaro d'attilio

    Io penso che gli allenamenti non debbano essere fatti per settori ma per fasi, pertanto si deve cercare di insegnare a difendere e ad attaccare e passare dall'una all'altra fase (transizione) in modo veloce e collettivo.

  • Grazie Mr per la risposta.Vorrei sapere invece in Europa, sempre nell'ambito di queste categorie, quante sono le ore che dedicano alle sedute d'allenamento.

    Intervento di ANGELO MASCARO

    In Olanda (Ajax) ogni allenamento dura minimo 1,30 massimo 2 ore. Però i ragazzi, siccome studiano (si portano le lezioni da fare al club) ,riescono a fare 4 allenamenti e tornano a casa con i compiti di scuola già fatti. In Spagna, a Barcellona, i ragazzi non si allenano prima delle ore 17, quindi anticipano lo studio e vanno al campo con i compiti già terminati, rientrano a casa abbastanza tardi e ci sono delle categorie che fanno allenamento dalle 19 alle 21.

  • Io penso che uno dei problemi più importanti che ha il calcio giovanile italiano sia quello di una mancanza di continuità didattica e di collegamento di insegnamento fra le varie categorie; cosa pensa al riguardo?

    Intervento di alberto panigatti

    Sono d'accordissimo. I primi che dovrebbero dare una didattica appropriata e una metodologia condivisa nel settore giovanile siamo proprio noi della Federazione. Fra poco tempo saremo più precisi nel dare indicazioni su questo importante tema.

  • Mister, è possibile capire come avviene l'apprendimento leggendo i libri di neurofisiologia. Se la scuola allenatori, soprattutto nei distaccamneti regionali, proponesse dei corsi di aggiornamento, probabilmente alzeremmo il nostro livello d'insegnamento.

    Intervento di UMBERTO RUGGIERO

    Penso che leggere libri di neurofisiologia sia per la maggior parte dei colleghi e per me stesso complicato. Viceversa applicare dei principi che la neurofisiologia ci consegna è indispensabile, e aggiornamenti che sono obbligatori per regolamento Uefa partiranno speriamo presto con temi orientati a soddisfare queste esigenze.

  • PROFESSORE, INSEGNATE LA TATTICA NEI SETTORI GIOVANILI? E IN SPAGNA?

    Intervento di CESIDIO COLANTONIO

    In Italia c'è una eccessiva preoccupazione di insegnare la tattica collettiva difensiva. In Spagna la maggior parte dell'allenamento viene fatta con i possessi palla privilegiando quindi la tecnica in forma dinamica e la fase offensiva in generale.

  • NEI NOSTRI SETTORI GIOVANILI SI PUNTA MOLTO SULLA TECNICA O SI BADA PIU' ALL'ASPETTO FISICO? SE UN RAGAZZO E' PICCOLINO, PERO' HA TALENTO, NOI LO CONSIDERIAMO UN POTENZIALE GIOCATORE O NO? NON LO SCARTIAMO INSOMMA PER COLPA DEL SUO FISICO?

    Intervento di CESIDIO COLANTONIO

    Ho trovato molto interessante l'acronimo TIPS che viene utilizzato dalla scuola olandese e dalla scuola svizzera. T sta per tecnica; I sta per intelligenza di gioco; P sta per personalità/comportamenti; S sta per speed=velocità. Come vede, loro non misurano con il metro il giocatore e anch'io condivido questa classificazione: non si scarta un giocatore per il fisico, caso mai per altre lacune.

  • Essendo prossima la chiusura del dibattito live vi preghiamo di non inviare ulteriori domande. Verrà risposto alle domande finora pervenute. Vi invitiamo, quindi, a rimanere on line.

    Messaggio inviato da Settore Tecnico
Commenti

Mr.Viscidi, secondo lei in italia nei vari settori giovanili l'insegnamento delle varie qualita' e la filosofia di gioco sono lasciati alla interpretazione personale, non sarebbe meglio se da parte della federazione ci fosee più monitoraggio per vedere percorsi di campioni futuri e un dettame di filosofia di calcio più uniforme? All'estero questo succede con buoni risultati vedi germania, svizzera ,spagna ecc.

gianni
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Egr. Prof. Viscidi ritengo importantissimo l'insegnamento dei cambi di direzione (90°)e di senso (180°) CON LA PALLA, curando in movimento le coordinazioni specifiche, vengono fatte fare senza palla dai preparatori e non vengono insegnate dagli istruttori.
Ritengo questa mancanza nell'insegnamento, una delle cause principali del peggioramento del gioco del calcio.
L'insegnamento deve determinare l'apprendimento, non è che se non sappiamo come si apprende saremmo più bravi nell'insegnare, dobbiamo solamente conoscere i movimenti fondamentali del gioco del calcio, saperli insegnare e farli apprendere correttamente, ed essere in grado di verificarli oggettivamente. (sono istruttore tecnico, sono di trasferire le conoscenze ).
Ho sviluppato un metodo di lavoro ed ho scritto un libro sui Movimenti Fondamentali del gioco del calcio che potrebbero risolvere molte problematiche tecnico-tattiche dei settori giovanili e non solo...... CHECKUPCALCIO - Come migliorare tecnica e tattica con il metodo dei movimenti fondamentali Ed. Ares
Se Vi interessa sono a disposizione.

Roberto
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Grazie per averci permesso di porre delle domande e soprattutto di avere avuto delle risposte immediate e molto esaustive. Complimenti a Mr Viscidi ,del quale ho sempre aprezzato il lavoro e le esperienze e il modo di trasmetterle a noi altri. Io peraltro, ho avuto la fortuna di assistere a una sua lezione sulle transizioni, circa un anno fa in occasione di un incontro con Mr Sacchi al Centro Commerciale Due Mari di Lamezia Terme Cz.

ANGELO
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