Partendo dal concetto di palla coperta che interessa anche i portieri quando si apprestano a parare un tiro segnalo il gol evitabile del Chelsea contro l’Inter ieri sera segnato da Kalou per toccare il tema dell’opposizione fisica regolare sulle palle in arrivo.Julio Cesar pur giocando dopo il noto infortunio e parando con sicurezza in più occasione viene ingiustamente incolpato d’incertezza e ritardo sul gol evitabile di Kalou quando in realtà la responsabilità del momentaneo pareggio del Chelsea è da attribuire esclusivamente a Cambiasso che sulla palla in arrivo, peraltro non forte, sbaglia opposizione fisica girandosi invece di rimanere in PFA. E’ possibile che in diretta televisiva questo errore tattico di Cambiasso sia sfuggito, non sia stato rilevato per l’ennesima volta soprattutto dagli opinionisti ex calciatori come Bagni?I primi a “parare” il tiro diretto in porta dovrebbero essere i difendenti stando in posizione frontale attiva sulla palla in arrivo senza scansarsi o schivarsi ma con la stessa mentalità, finalità e uguale atteggiamento del portiere.
E’ fuori dubbio che la presa di posizione, il suo concetto, costituisca l’elemento fondamentale di ogni, diverso sistema difensivo, di marcamento.Quello che non ho trovato precisato in questa ed altre tesi di corso Master, come pure altrove negli elaborati o articoli su questo specifico argomento, è cosa deve fare preliminarmente, come deve comportarsi il difensore per stare nella giusta presa di posizione durante la dinamica dell’azione.Si tratta del movimento o gesto tattico che il difensore è tenuto ad effettuare, girando lateralmente la testa, per tenere d’occhio, guardare velocemente avversario e portatore di palla spostandosi non in funzione della palla ma dell’avversario che con questa forma di controllo visivo attivo viene seguito, marcato in via prioritaria con una posizione difensiva, mai in linea, sempre situata tra lui e la porta.Controllo visivo attivo e presa di posizione sono i caratteri sostanziali e specifici che contraddistinguono la Difesa Elastica, un sistema difensivo innovativo di cui analizzando, studiando i gol evitabili ho formulato la seguente regola applicativa: “Nuovo, moderno sistema tattico difensivo che consiste nel marcare il diretto avversario, alle spalle, da parte del difensore centrale e, stando in posizione laterale interna, leggermente arretrata, da parte dei difensori esterni, quando la palla giocata è frontale alla porta; quando viene giocata sulle fasce, i diretti avversari sono marcati, alle loro spalle, dal difensore esterno, di fianco da quello centrale e di lato interno dall’altro difensore opposto, stando tutti leggermente arretrati e a distanza variabile sempre più stretta dentro l’area di rigore, con l’accortezza di mantenere queste prese di posizione previo controllo visivo attivo, muovendo lateralmente il capo in rapida successione sul portatore di palla e sul diretto avversario, per tenere d’occhio l’azione in corso e quindi valutare e decidere in tempo reale quanto stare vicino o staccato, quale distanza prendere (concetto di elasticità) nella marcatura dell’avversario per poterlo contrastare, anticipare, affrontare alla pari nell’uno contro uno, chiudere previa copertura; la tattica del fuorigioco, derivato del gioco a zona, non si presta alla difesa elastica e pertanto non va ricercata a priori, salvo che il diretto avversario, tentando di proporsi nello spazio, non venga a trovarsi in posizione nettamente irregolare rispetto alla linea difensiva.”
Dalla teoria alla pratica con i due gol evitabili segnati per mancato rispetto del controllo visivo attivo nella difesa elastica che hanno deciso l’incontro d’andata di Coppa Italia tra Roma e Udinese.Ancora una volta ad essere chiamato in causa è il gioco a zona con i difensori che, intervallati in linea per attuare il fuorigioco, guardano solo la palla a scapito del marcamento senza mai girare la testa per tenere d’occhio anche l’avversario di riferimento per mezzo del controllo visivo attivo (CVA).La presa di posizione, come in realtà dovrebbe essere, non è rivolta, cercata prioritariamente per stare in marcamento sull’avversario ma per mantenere la linea muovendosi o aspettando al solo scopo d’intercettare la palla in arrivo.Succede poi, come si è visto nei gol di Vucinic e di Mexes, che la difesa dell’Udinese rigorosamente schierata a zona con il fuorigioco potenzialmente in atto, si lasci condizionare, attrarre dalla palla in arrivo concentrandosi esclusivamente sulla sua intercettazione che spesso non riesce perché quando la traiettoria della palla stessa scavalca la linea, i difensori restano fermi, bloccati mentalmente dal fuorigioco nella zona, non arretrano per tentare d’interrompere il passaggio partito da fermo o in movimento considerando anche che la velocità con la quale viaggia oggi la palla in trasmissione li mette fuori tempo.Si crea così un vuoto difensivo con assenza di marcamento di cui sanno bene approfittare gli attaccanti per colpire di testa sotto porta o per andare a concludere a rete indisturbati, senza contrasto, liberi di agire.Con la difesa elastica e relativo controllo visivo attivo i due gol della Roma l’Udinese non li avrebbe sicuramente subiti.
Due errori tattici individuali e speculari commessi da Nesta hanno fatto perdere la partita al Milan spegnendo i sogni rossoneri contro un Manchester United non certo irresistibile.Eppure il Milan aveva cominciato con il piede giusto andando in vantaggio e terminando con un recupero che riaccendeva le speranze.I due gol evitabili realizzati da Rooney hanno visto la complicità di Nesta che in entrambi gli episodi si disinteressa dell’attaccante inglese, suo diretto avversario, per andare ad occupare sempre la stessa posizione davanti alla porta, in linea con i compagni, effetto del gioco a zona, lasciandosi attrarre dalla palla, a danno della marcatura, senza peraltro riuscire mai ad intercettarla.Per capire bene l’errore da cui sono scaturiti questi due gol vale la pena di descrivere ed analizzare brevemente le due azioni incriminate.Sul primo gol di Rooney, Nesta non legge la situazione in corso di tre contro tre girando lateralmente il capo alla sua destra dove c’è Rooney poi defilatosi alle sue spalle, lo abbandona, non lo marca, puntando solo all’intercettazione, mancata, della palla in arrivo e mettendo in seria difficoltà Bonera che aveva già il suo avversario da controllare, intervenuto come di più non poteva fare.Sul secondo gol l’errore è ancora più evidente, Nesta è al centro della difesa, vede il movimento di Rooney ma osservando il dettato imposto dal gioco a zona con mantenimento della linea, resta fermo immobile nella sua posizione centrale aspettando, senza esito, d’interrompere il passaggio invece di dare priorità alla marcatura prendendo posizione sull’avversario.Un’ultima annotazione tecnica merita anche il gol del pareggio di Scholes che con una buona dose di fortuna manda la palla in rete con lo stinco della gamba di appoggio dopo aver calciato a vuoto con il destro in ciò favorito dall’errore di Thiago Silva.Infatti, sul cross di Fletcher dalla destra il brasiliano interviene con un’opposizione fisica irregolare, va a stringere di fianco con la gamba destra allargata e alzata prima ancora che parte il tiro mentre la palla gli sfila sotto per Scholes senza rispettare la posizione frontale attiva (PFA).