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DOCUMENTI

IL LAVORO INTERMITTENTE E IL SUO UTILIZZO
Scuola allenatori - Tesi

IL LAVORO INTERMITTENTE E IL SUO UTILIZZO

Tesi finale del corso 2012 per l’abilitazione a Preparatori atletici
Autore/i: Franco Olivieri
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I MOVIMENTI DELL’INTERNO DI CENTROCAMPO IN UN CENTROCAMPO A TREScuola allenatori - Tesi

I MOVIMENTI DELL’INTERNO DI CENTROCAMPO IN UN CENTROCAMPO A TRE

Tesi finale del corso Master 2012/2013 per allenatori di Prima categoria Uefa ProAutore/i: Daniele Franceschini
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Ottimo il modo con il quale sono presentate le varie fasi di gioco, sia in fase di possesso palla che nella fase difensiva. Ottima la schematizzazione in fase offensiva del 1-4-3-3.
Alessandro De Luca

alessandro
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Ritengo validi e importanti, oltre alla parte tecnico tattica, le ultime pagine su: MOTIVAZIONE - ATTEGGIAMENTO - COMUNICAZIONE - CONCENTRAZIONE.
Ottimo lavoro Mister.
Raffaele Di Pasquale

Raffaele
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RITENGO MOLTO VALIDO IL LAVORO ESPOSTO IN TUTTE LE VARIE FASI SIA IN FASE DI POSSESSO PALLA SIA IN FASE DIFENSIVA. OTTIMA L'ESPOSIZIONE.
SALUTI
GIUSEPPE RIVETTI

GIUSEPPE
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ottimo nelle varie fasi di gioco,specifico nelle contrapposizioni,valide le esercitazioni, grazie mister. Marino Canzi

marino
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L'esposizione del lavoro risulta molto chiara, ben definita e strutturata in tutte le sue argomentazioni.Congratulazioni Mister per la semplicità' del linguaggio che ha reso la tesi scorrevole, piacevole e di facile lettura.
Buona fortuna e buon lavoro Mister te lo meriti!! Giuseppe Trimonti

Giuseppe
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UNA MENTALITA' PER ''ESSERE'' VINCENTIScuola allenatori - Tesi

UNA MENTALITA' PER "ESSERE" VINCENTI

Tesi finale del corso Master 2012/2013 per allenatori di Prima categoria Uefa ProAutore/i: Filippo Inzaghi
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Complimenti a Mister Inzaghi
la stessa determinazione che avevi da giocatore la si percepisce anche nella tesi scritta con passione. Simona Levati

Simona
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ho letto la tua tesi, e leggendola venivano in mente i ricordi che avevo di te quando scendevi in campo, e vedevo la tua determinazione, la tua voglia di arrivare sempre al tuo scopo, quello di fare gol, la cattiveria che mettevi su ogni palla che toccavi, e soprattutto l'intensità e la caparbietà che hanno fatto di te l'attaccante più forte in area di rigore degli ultimi vent'anni. ed ora ti rivedo come allenatore con la giusta determinazione e voglia che mettevi in campo e soprattutto la passione che hai di questo sport, e già so che la trasmetterai anche ai tuoi ragazzi, perche secondo me il dono più grande che hai è l'umiltà e la cura di ogni dettaglio... spero che potrai avere le stesse fortune che hai avuto da calciatore. pasquale piscitelli

pasquale
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complimenti. anche sul fatto di non rinforzare troppo la positività del "locus of control" interno, contrapponendolo frontalmente a quello esterno. saper riconoscere nella fatalità una componente non prevedibile della vita, fisiologica, può aiutare non poco nella gestione delle situazioni negative. non deve essere un atteggiamento dominante, altrimenti viene meno la capacità di analisi, ma, mantenendo la dovuta lucidità, riduce notevolmente i sensi di colpa. non è poco. in particolare per atleti di alto livello. complimenti ancora, Emanuele Bruzzone.

Emanuele
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Ho letto questa tesi!! E' molto interessante, soprattutto quando si parla delle caratteristiche pedagogiche di un allenatore. Io penso che un allenatore in campo debba avere un ruolo educativo e formativo sia per i ragazzi che per gli adulti che intraprendono questa professione. Penso anche un'altra cosa: Il valore aggiunto di una persona è dato quando riesce a compiere un atto di fair-play nei confronti di un proprio avversario e questo dovrebbe insegnarglielo l'allenatore/allenatrice.

Luca Loro

Luca
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Ho letto e riletto più volte la tesi. La trovo nn solo interessantissima ma veramente intuitiva, soprattutto la parte che studia e analizza la voglia e le capacità positive e negative di un calciatore rispetto ai risultati.
Secondo me sarebbe da proporre come testo e non solo come tesi.
Complimenti a mister Inzaghi. Luca Galimberti

luca
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ALLENAMENTO SULLA SABBIAScuola allenatori - Tesi

ALLENAMENTO SULLA SABBIA

Tesi finale del corso Master 2012/2013 per allenatori di Prima categoria Uefa ProAutore/i: Nicola Campedelli
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Ho letto con molto interesse, la sua tesi e nelle sue parole ho riscontrato tanti miei credi, ma soprattutto molta umiltà, qualità che le ha permesso di affermarsi come professionista ad alti livelli , e di affrontare questa nuova esperienza.
Alleno da quasi 20 anni nel settore giovanile e condivido pienamente il suo pensiero " I migliori devono allenare i Settori Giovanili" Il futuro rilancio del calcio italiano passa attraverso questo investimento.Tanti complimenti , benvenuto tra noi e un grande in bocca al lupo per la sua carriera da allenatore. Alberto Danese

Alberto
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ASPETTI LEGATI ALLA GESTIONE DI UNA SQUADRA DI GIOVANISSIMIScuola allenatori - Tesi

ASPETTI LEGATI ALLA GESTIONE DI UNA SQUADRA DI GIOVANISSIMI

Tesi finale del corso Master 2012/2013 per allenatori di Prima categoria Uefa ProAutore/i: Mark Iuliano
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Complimenti mister, una tesi bellissima che raggruppa tutte le difficoltà che hai incontrato nella realtà dove ti sei trovato a lavorare,ma nonostante ciò ti sei messo in gioco e penso che qualcosa ai tuoi ragazzini avrai insegnato. Perché insegnare calcio oggi non è facile ma tu con la tua volontà e la passione che mettevi in campo e sopratutto con lo studio ci sei riuscito. Perché in fondo a loro interessa solo giocare e divertirsi. Pasquale Piscitelli

Pasquale
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Un lavoro ben svolto, anche se con troppa "carne" nel fuoco.
Forse troppo esagerato il lavoro fisico atletico considerata l'etá di riferimento. Cmq, complimenti! Giuseppe Condemi

Giuseppe
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Mi complimento per la professionalita'di andrea sottil di essere molto chiaro nei concetti. Giuseppe Ilardi

giuseppe
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Premetto che non voglio insegnare niente a nessuno, però Non sono molto d'accordo sul piede da utilizzare per l'intercettamento di un tiro o di un cross; ritengo prima di tutto che la posizione del corpo debba essere laterale ed il piede per l'intercettamento debba essere quello più vicino alla palla (meno distanza palla-piede più difficile che la palla passi). Con ciò non bisogna dare le spalle all'avversario come nella figura dichiarata errata, ma bensì il fianco. Se si eseguisse l'intercettamento come in figura, tiro sinistro-intercetto piede destro e viceversa ( e spesso nelle gare di serie A se ne vedono) la palla passerebbe in percentuale molte più volte e se non passasse subirebbe spesso deviazioni con relativi autogol. Oltretutto in caso di dribbling con eventuale tunnel il difensore si troverebbe in posizione di equilibrio precario con sbilanciamento all'indietro rischiando di trovarsi con il lato B a terra; in caso contrario, con l'intercetto con il piede più vicino, in caso di dribbling con tunnel il difensore si troverebbe in equilibrio e già in direzione della corsa dell'avversario. Personalmente insegno ai miei giocatori a marcare un po' diversamente che in figura, utilizzando una posizione più laterale e in direzione di corsa dell'attaccante con corsa aciclica che personalmente la chiamo volgarmente , "corsa del capretto". Non so se sono stato chiaro ma una spiegazione analitica sul campo potrebbero rendere sicuramente un idea più chiara di quello che volevo spiegare. Complimenti comunque a Sottil che ė stato sicuramente un ottimo difensore/giocatore. Alessandro Imberti

Alessandro
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