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Ufficio stampa27/2/2017

DA ANCELOTTI A MANCINI, DA RANIERI A CONTE: L'AMMIRAZIONE INGLESE PER LA SCUOLA ITALIANA

Sessantatré punti in 26 giornate, 10 lunghezze di vantaggio sulla seconda in classifica, miglior attacco del torneo: se il Chelsea guidato dall’ex Ct della Nazionale, Antonio Conte, inanella successi in Premier League, è la scuola allenatori italiana nel suo complesso a continuare a suscitare interesse oltremanica. Una scuola capace di formare tre tecnici che hanno trionfato in Inghilterra negli ultimi sette anni (Carlo Ancelotti, Roberto Mancini e Claudio Ranieri) e con il quarto – lo stesso Conte - ad un passo da un nuovo successo.
Ciò che più attira l’attenzione nel pubblico e nei media britannici, è la capacità totalmente italiana di raggiungere la vittoria attraverso metodologie e filosofie diverse. Il “Guardian”, in un suo articolo a firma Richard Williams che analizza le peculiarità nostrane, non definisce una vera “italian way”; abbandona la possibilità di rivivere una versione moderna del famigerato “catenaccio” e dipinge invece uno spaccato di grande cultura e conoscenza tecnico-tattica italiana, grazie alla scuola allenatori di Coverciano. Perché tutti gli allenatori del Bel Paese “sanno che 2+2 fa 4, ma adotteranno differenti strategie per arrivare a quella soluzione”. Un elogio del pensiero e credo tattico italiano, dove ognuno ha la sua peculiarità: “Ancelotti, Ranieri, Mancini e Conte si distinguono per temperamento, stile e approccio alla gara, ma ciò che li unisce è il fatto che lavorano intelligentemente per raggiungere il successo”.
"Il concetto che stiamo portando avanti in questi ultimi anni è quello della flessibilità tattica - sottolinea il Direttore della Scuola Allenatori, Renzo Ulivieri - L'allenatore italiano ha questa capacità fondamentale: di saper cambiare, sia da partita a partita che anche all'interno della stessa gara. Anche per questo motivo, dal punto di vista tattico e strategico i nostri allenatori sono i migliori al mondo".


Nella foto: l'ex Ct della Nazionale, Antonio Conte, definito nell'articolo del Guardian con il suo unico 'warrior style'